Diamo voce ai piccoli imprenditori che resistono: Buona cucina e Barbie

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Continuiamo con la rubrica: Diamo voce ai piccoli imprenditori che resistono.
Per leggere la prima intervista realizzata al bar belvedere di Acuqaviva Picena clicca qui

RIPATRANSONE – Lungo la “strada dell’otto” che dalla Valtesino porta a Ripatransone, si trova un piccolo agriturismo, “I Due Cipressi” che da circa venti anni delizia i palati degli avventori con la sua cucina casereccia. Il locale è gestito dalla famiglia Iobbi con Bruna e Maria ai fornelli, Rosella e Tommaso alle prese con i clienti e Giuseppe che fa il PR della situazione. I figli dei titolari si sono resi disponibili per una piccola intervista rispondendo alle domande tra una portata e l’altra.

Come mai la famiglia ha deciso di intraprendere questa attività?
Tommaso – i nostri genitori avevano partecipato alle sagre in piazza a Ripatransone e da questa esperienza è nata l’idea di aprire un agriturismo.

Quali sono i vostri primi ricordi? Quali sono state le difficoltà che avete dovuto affrontare?
Rosella – ricordo le difficoltà legate ad un lavoro per me nuovo ma all’epoca mio fratello iniziò a frequentare la scuola alberghiera acquisendo nel tempo le nozioni necessarie per la gestione della sala e dei clienti.

Con i clienti come va? Sicuramente risentite anche voi della crisi…
Rosella – Sicuramente negli ultimi anni abbiamo notato un certo calo ma continuiamo a lavorare; la clientela non ci manca perché ci sono molti affezionati sia tra i clienti della zona che tra i turisti che ritornano ogni anno.

Ma come state affrontando la crisi?
Tommaso – Affrontiamo la crisi giorno per giorno, oltre l’attività del ristorante abbiamo anche il vigneto, gli ulivi, l’orto e gli animali, il lavoro in campagna è tanto e ultimamente non paga molto perché i costi sono aumentati e i guadagni sono diminuiti. Anche a livello di spese del ristorante, gas, luce, acqua il costo del lavoro dei dipendenti … è aumentato tutto, e si va avanti a fatica, ma non perdiamo di vista il nostro obiettivo che è quello di continuare ad offrire ancora un prodotto di qualità. Spesso capitano nuovi clienti che mentre fanno l’ordine ci dicono che gli è stato suggerito questo o quel piatto da un amico e il fatto che chi viene qui a mangiare poi parli bene della nostra cucina è una grande soddisfazione ed è anche pubblicità gratuita e questo ci dà lo sprint necessario per guardare avanti con positività.

Non avete cercato di attirare clienti in qualche modo? Di inventarvi qualche evento o serata a tema?
Rosella – Io ho unito l’utile al dilettevole, da qualche anno ho iniziato a collezionare la mia bambola preferita: la Barbie; ormai ho superato i 650 pezzi che vanno dalla prima Barbie del 1959 ai modelli più recenti. Ho esposto parte della collezione in una mostra permanente al piano sopra il ristorante e tramite un po’ di pubblicità su opuscoli e per radio ho fatto conoscere il mio Museo della Barbie, che ha attirato molte persone anche fuori dall’orario di apertura del ristorante. Con il tempo la cosa si è, diciamo, allargata.

In quale senso?
Rosella – Beh sono entrata nel mondo del collezionismo della Barbie, ho incominciato a partecipare alle Convention italiane e ho organizzato per tre anni consecutivi, in zona, la Piceno Fashion Dolls Convention; inoltre ho disegnato io stessa una OOAK (One Of  A Kind), cioè ho disegnato e fatto cucire un vestito per la Barbie e l’ho fatto riprodurre a grandezza naturale per una modella, è un vestito rosso lungo che ha sullo strascico un’applicazione di tombolo; alla Convention di Milano dell’anno passato una mia amica lo ha indossato e ha sfilato tenendo in mano la Barbie con il vestito, abbiamo rappresentato con orgoglio un po’ di artigianato del piceno, il tombolo, ed è stato molto emozionante perché alla sfilata era presente, dall’America, uno dei miei doll designer (stilisti della Barbie) preferiti. In ultimo sono stata invitata da una mia amica a portare qualche pezzo della mia collezione in Giordania, stanno aspettando che mi arrivi il passaporto per prenotare il biglietto.

Quindi diciamo che la cucina casereccia non è l’unico pezzo forte dell’agriturismo
Rosella – Del resto sulla nuova insegna oltre a “I Due Cipressi” c’è scritto anche Museo della Barbie e nella sala sono appese molte foto della mia beniamina  e degli eventi che ho organizzato.

Progetti futuri?
Tommaso – Superare indenni la crisi … scherziamo! Diciamo che ci piace la nostra attività e, nonostante gli impegni di Rosella tra una Convention e l’altra, vogliamo continuare a lavorare per i nostri clienti ancora per un bel pò.

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