Le nuove colonizzazioni, sulla natura umana, un vero progresso?

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MONDO – La “colonizzazione della natura umana”, ossia le enormi pressioni internazionali affinché i governi cambino la loro tradizionale legislazione sulla procreazione, sulla famiglia e sulla vita.
È questo, secondo il suo direttore, mons. Giampaolo Crepaldi, il “dato nuovo” che emerge dal quarto Rapporto dell’Osservatorio internazionale Cardinale Van Thuan sulla Dottrina sociale della Chiesa.
L’attacco è rivolto principalmente verso i Paesi dell’America Latina, spiega l’arcivescovo, che segnala per tutti il caso dell’Argentina: “Nel giro di un solo anno – il 2011 – quel grande Paese di tradizione cristiana ha avuto una legge sulla procreazione artificiale che ha denaturalizzato la procreazione, una legge sulla ‘identità di genere’ che ha denaturalizzato la famiglia e una modifica del Codice civile per permettere l’‘utero in affitto’ che ha denaturalizzato la genitorialità.
Nel giro di un solo anno è stata rivoluzionata la base dell’intera società argentina, è stata messa da parte la nozione di ‘natura umana’ ed è stata posta in angolo l’ispirazione della fede cattolica per la costruzione della società”.

È vero progresso? Perché proprio l’America Latina è nel mirino? “Il continente europeo, di antica tradizione cristiana – risponde il vescovo di Trieste – è ampiamente secolarizzato e le legislazioni di molti Paesi – pensiamo a Olanda, Francia, Inghilterra, Spagna, ma di recente anche la Croazia – hanno ampiamente permesso prassi e comportamenti in pieno contrasto con la legge morale naturale. Il secondo bacino – ma oggi forse il primo per importanza numerica – mondiale del cristianesimo e in particolare del cattolicesimo è l’America latina, ove finora la tradizione cristiana ha impedito una piena secolarizzazione dei valori morali e nella maggior parte degli Stati le leggi ancora tutelano la vita e la famiglia naturale fondata sul matrimonio. Ecco perché, a mio avviso, nel mirino ora c’è l’America Latina”. La “colonizzazione della natura umana”, quindi, “è il frutto della mentalità dell’Occidente sazio e nichilista che si vuole esportare con pressioni nei Paesi dell’America latina. L’Occidente una volta colonizzava nel senso classico del termine, ora colonizza culturalmente, proponendo una mentalità contraria alla legge morale naturale e facendo pressione perché gli Stati ancora ‘arretrati’ entrino finalmente nel ‘progresso’”.

L’ideologia del gender. “L’ideologia del gender è un nuovo colonialismo dell’Occidente sul resto del mondo”, la tesi centrale del Rapporto. “L’ideologia del genere – si legge nella sintesi – si è diffusa, senza incontrare una vera opposizione, nei Paesi avanzati e ormai viene anche insegnata nei manuali scolastici delle scuole pubbliche senza che questo faccia sorgere grandi contestazioni. Viene ora esportata con sistematicità nei Paesi emergenti e poveri”. Si tratta di “una ideologia sottile e pervasiva, che si appella ai diritti individuali, di cui l’Occidente ha fatto il proprio dogma, e ad una presunta uguaglianza tra individui asessuati, ossia astratti, per condurre una decostruzione dell’intero impianto sociale”. “Se non il sesso, come dato antropologico complessivo, ma la sessualità come comportamento – questa l’obiezione del Rapporto – è all’origine delle relazioni sociali, allora queste non ci sono ‘date’ ma sono da noi ‘scelte’. Alla base ci sarebbero individui astratti che sceglierebbero in seguito il loro orientamento sessuale senza alcun riferimento al dato naturale. Si tratterebbe della discriminazione dell’eterosessualità, ossia della differenza sessuale, e della imposizione culturale della transessualità, ossia dell’indifferenza sessuale. Si tratterebbe dell’assoluto dominio della tecnica sulle relazioni umane”.

Il primato della tecnica. La tecnica, in altre parole, “ha reso possibile l’emancipazione della cultura dalla natura e quindi ha reso possibile essere mamma senza essere donna, essere padre senza essere uomo, essere uomo pur essendo donna ed essere donna pur essendo uomo, essere padre o madre senza sapere di chi ed essere figlio senza sapere di quale padre o di quale madre. La tecnica rende possibile la sessualità s-naturata, quindi come puro esercizio tecnico da parte di un essere privo di identità.

Le nuove famiglie. “La nuova ideologia del genere promana in tutti gli aspetti della società e la riplasma su basi innaturali”, il grido d’allarme del Rapporto, da cui risulta che “in tutti gli Stati in cui le coppie di fatto o le unioni gay vengono riconosciute segue inevitabilmente la riforma del diritto di famiglia, del regime fiscale, delle finalità e dei metodi delle strutture educative. Le ‘nuove famiglie’ vengono promosse dai media senza possibilità di contraddittorio perché si tratta di un pensiero unico imperante. I poteri pubblici abdicano al loro ruolo di tutelare la moralità pubblica della società. Astenendosi dal promuovere una visione legata alla legge morale naturale in questi campi fondativi, limitandosi a registrare i desideri dei cittadini confermandoli in diritti, accettando un completo pluralismo di comportamenti etici, i poteri pubblici si ritirano dall’etica, senza poi più poter recuperare tale dimensione in altri campi della vita sociale, perché è venuta meno in quelli fondamentali”.

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