Incontro all’agraria sullo stoccaggio del Gas, voce ad un nostro lettore

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sabato 26 gennaio, si è svolta presso la palestra “Sabatino D’Angelo” nel quartiere Agraria di Porto D’Ascoli, un incontro organizzato dal comitato “Ambiente e Salute nel Piceno” incentrato sui temi dello stoccaggio di gas nel sottosuolo della città di San Benedetto del Tronto. L’intenzione degli organizzatori della manifestazione era di dare la possibilità di esprimere la propria posizione, sul progetto della GasPlus, a tutti i candidati alle prossime elezioni politiche; l’occasione ha richiamato un folto pubblico, a testimonianza dell’interesse e della partecipazione della cittadinanza ai temi dell’ambiente e della difesa del territorio.

Hanno ricevuto l’invito e partecipato alla manifestazione l’On. Luciano Agostini del Partito Democratico, Piero Celani, Presidente della Provincia di Ascoli Piceno in rappresentanza del centro-destra, l’On. Amedeo Ciccanti di Unione di Centro, Daniele Gibellieri di Futuro e Libertà, David Favìa di Centro Democratico, Peppe Giorgini del Movimento Cinque Stelle, fra i fondatori del comitato organizzatore dell’incontro, Andrea Marinucci dei Verdi confluiti in Rivoluzione Civile, Luca Spadoni di Sinistra Ecologia e Libertà.

Ha aperto la manifestazione un intervento introduttivo del presidente del Comitato “Ambiente e Salute nel Piceno”, Alfredo Vitali, il quale ha aggiornato i presenti sullo stato di avanzamento del progetto, anche in ragione della polemica scaturita dalla firma dell’Ing. Polidori, rappresentante del Comune di San Benedetto del Tronto, sotto il documento dichiarante il NOF (Nulla Osta di Fattibilità) espresso dal Gruppo di Lavoro del CTR (Comitato Tecnico Regionale), del quale lo stesso Ingegnere ha fatto parte negli ultimi mesi.
Gran parte della cittadinanza ha identificato il gesto come un’approvazione implicita al progetto da parte dell’Amministrazione Comunale e, anche se Marinucci e Spadoni hanno indicato durante l’incontro del pomeriggio la propria contrarietà al progetto stesso, resta agli atti il respingimento dell’Ordine del Giorno presentato dal Movimento Cinque Stelle in uno degli ultimi consigli comunali nel quale si chiedeva di sottoscrivere inequivocabilmente la propria contrarietà allo stoccaggio e, soprattutto, il pensiero dell’uomo della strada che valuta negativamente una certa timidezza della maggioranza a esprimersi sull’argomento. Nei giorni scorsi è intervenuto il Presidente Spacca a salvare capra e cavoli, togliendo tanti politici nostrani dall’imbarazzo di non poter contraddire i tecnici della Regione: il Presidente ha affermato che la Giunta si esprimerà negativamente sul progetto e molti aspetteranno con ansia la riunione di lunedì per vedere se le anticipazioni a mezzo stampa saranno confermate. Intanto l’azienda dovrà presentare il Rapporto Definitivo di Sicurezza (RDS) propedeutico alla conferenza plenaria di chiusura dell’iter, almeno per quanto riguarda il coinvolgimento della Regione. Marinucci e Spadoni hanno affermato che presenteranno in quella sede alcune osservazioni al Rapporto, sollecitati indirettamente da Giorgini che ha ricordato a tutti, politici e non, che le uniche osservazioni al Rapporto Preliminare di Sicurezza venivano dal Movimento Cinque Stelle in un momento in cui era piuttosto complicato mettersi di traverso al progetto.

In rigoroso ordine alfabetico, tutti i partecipanti hanno avuto alcuni minuti per rispondere alle quattro domande poste dal Comitato; domande sulla opportunità di realizzare la centrale di stoccaggio, sulla sicurezza dei cittadini, sul comportamento tenuto dai tecnici coinvolti nella valutazione del progetto, sul comportamento da tenere una volta eletti in Parlamento, con i Ministeri competenti ed in relazione al progetto di stoccaggio. In realtà si è finito spesso a parlare d’altro, a citare molto spesso la necessità di un Piano Energetico Nazionale che risale alla metà degli anni ’80 e a rammaricarsi della inesistenza di risorse energetiche tali da garantire al paese la propria indipendenza; e allora viene da chiedersi se l’Islanda possa pretendere di coltivare le proprie vigne, se Re Fahd stia valutando di costruire impianti da sci o se gli Stati Uniti vogliano piazzare una torre pendente nelle campagne dell’Iowa. Quanto a risorse strategiche l’Italia possiede già oltre tre volte il necessario e il metodo di contrattazione del take or pay recentemente ha fatto più danni della grandine; Scaroni si sta portando avanti: sembra stia chiedendo un aiutino allo Stato per coprire le previsioni sbagliate degli ultimi anni in fatto di consumi e visto che il blocco sovietico si guarda bene da ricontrattare le condizioni vantaggiosissime alle quale ci cede gas, la prossima frontiera è mungere ancor di più dalla bolletta.

Niente di nuovo sotto il sole: il politico navigato giustifica con la prima cosa che gli suggerisce il tecnico di turno (vedi alla voce: “…e se ci chiudono il rubinetto?”) e se vuoi un minimo di contatto con la realtà, tornare allo scopo dell’incontro-conferenza o al limite ascoltare una risposta concreta a quello che ha chiesto il Comitato, ti tocca stare ad ascoltare il meno politico di tutti che non sarà un Montesquieu ma che ami questa città è fuori discussione.

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