Festeggiati tre centenari sambenedettesi, scopriamo le loro storie

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “San Benedetto città longeva”: questo potrebbe essere il motto che ha contraddistinto lo scorso weekend nel quale ben tre cittadini hanno compiuto 100 anni. I nonnini sambenedettesi sono Giuseppe Di Saverio, Concettina Marucchi e Lidia Mari. Tutti hanno festeggiato l’importante traguardo circondati dall’affetto dei propri cari. Anche l’Amministrazione comunale ha omaggiato i centenari con un dono floreale consegnato dall’assessore Marco Curzi.

Giuseppe Di Saverio, nato a Colonnella il 26 gennaio 1913, ha vissuto le due guerre mondiali. Del secondo conflitto mondiale ricorda che fu chiamato alle armi nel dicembre del 1940. Fu promosso Ufficiale d’artiglieria alla scuola allievi di Pesaro e inviato in guerra in Africa a combattere contro gli anglo – americani. Fu fatto prigioniero e infilzato al braccio sinistro da una baionetta di un soldato inglese. Passò la prigionia in America. Finalmente rientrò in patria nell’ottobre del 1945.
Nel 1962 ha sposato Andreina Ciacciarelli, figlia di Luigi Ciacciarelli ex sindaco di San Benedetto nei primi anni ‘60. Giuseppe e Andreina hanno avuto tre figli Primo, Raffaella ed Elvira e cinque nipoti. Per molti anni è stato direttore della Banca Nazionale dell’Agricoltura.
Amante delle lettere, ha scritto tre libri dedicati ai nipoti: “Quaesivi et Inveni” sui temi della religione, “Guerra e Prigionia” sulla seconda guerra mondiale e “Piccole Storie”. Quest’ultimo è un diario, iniziato all’età di 14 anni, che racconta episodi della sua vita. L’ultima pagina, molto commovente, l’ha scritta personalmente a computer lo scorso 15 gennaio per ricordare il 62° anniversario di matrimonio con Andreina. Ai festeggiamenti era presente anche Leandro Pollastrelli, sindaco di Colonnella.

Anche Lidia Mari è nata il 26 gennaio 1913 a Torino da una nobile famiglia ascolana di  allevatori di bachi da seta. Nipote di Erasmo Mari, personaggio politico e industriale che per la sua capacità imprenditoriale acquisì l’appellativo di “Padrone di Ascoli”.
E’ figlia di Washington Mari e Giannina Gentili, i coniugi che costruirono l’immobile sito in via Turati a Porto d’Ascoli attuale sede della Delegazione comunale. Infatti il mosaico lasciato integro sul pavimento dell’ingresso degli uffici ne testimonia la “paternità”: la sigla “WGLC” sta a significare Washington, Giannina, Lidia e Cinzia (quest’ultima secondogenita della famiglia Mari).
All’inizio degli anni ’30 Lidia si trasferisce a Bombay in India dove la famiglia apre una fabbrica per la produzione dei bachi da seta, ma la malaria li colpisce e li costringe a tornare nel Piceno. Conseguita la maturità magistrale e liceale si trasferisce per lavoro a Milano insieme a Cinzia. Alla fine degli anni ’60, nubili e appena pensionate si stabiliscono a San Benedetto dove Lidia attualmente vive sola (sua sorella è scomparsa quattro anni fa).

Concettina Marucchi invece è nata il 27 gennaio 1913 ad Acquasanta Terme e ha vissuto la sua giovinezza ad Appignano del Tronto dove ha imparato il mestiere di sarta. Ha lavorato per molte famiglie nobili ascolane, insegnando a sua volta i segreti del mestiere a tante ragazze.
A 18 anni ha sposato Giovanni Antolini, imprenditore edile. Dal matrimonio sono nati sei figli Aldo, Francesco, Bruno, Angelo, Gloriana e Wanda. Ha vissuto le due guerre mondiali e il terremoto del 1943, dal quale si è salvata per miracolo.
Nel 1954 si è trasferita a San Benedetto per far studiare le figlie nelle scuole della città. Da sempre innamorata del mare, fin dal 1934 portava tutti figli in spiaggia nel periodo estivo. Oggi ha una famiglia numerosa: quindici nipoti e venticinque pronipoti che hanno organizzato una grande festa per lei invitando anche Nazzarena Agostini, sindaco di Appignano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *