Il “professore Santo della strada”

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Di Michele Rosati

CHIESA – Quando all’interno di qualche gruppo parrocchiale ci si ritrova a parlare dei Santi  si finisce sempre o quasi per parlare dei “soliti noti”, San Francesco, Sant’Agostino, Santa Teresa e delle solite citazioni…e già, siamo cosi ignoranti da non voler neanche approfondire la conoscenza di questo o quel Santo perdendo cosi l’occasione per conoscere delle storie meravigliose….nel periodo natalizio, mentre cambiavo il calendario dell’anno appena trascorso con quello nuovo il mio occhio si è subito imbattuto in una data: 23 dicembre  San Giovanni da Kety sacerdote – memoria facoltativa … un nome che non avevo mai sentito prima, cosi, incuriosito dall’evento, sono andato subito a documentarmi e ho scoperto una storia magnifica, ve la racconto:

Giovanni Canzio, nasce nel 1390 a Kety in Polonia, vicino all’odierna Auschwitz. frequenta l’università di Cracovia e laureandosi in filosofia e in teologia. A 27 anni è docente di Filosofia nella sua università. Dalla Filosofia passa poi alla Teologia.
E a 34 anni viene ordinato sacer­dote. Ma non abbandona l’insegnamento: è quella la sua passione. Viene mandato a fare una breve esperienza parrocchiale in provincia, in campagna, nella collegiata di San Floriano in Cracovia; poi torna in Cracovia, riprendendo il suo posto sulla cattedra universitaria.
Qui oltre a quella della cattedra, emerge l’altra sua passione: la “missione” e la “strada”, quella dove soffrono gli affamati, di cibo e di sapere, di conoscenza. I poveri di Cracovia incontrano spesso Giovanni, e lui,  il “professore della strada” (come veniva chiamato dai poveri)  li va a sfamare, non con le ricchezze (che non possiede), ma con la sua retribuzione di insegnante e con i suoi digiuni…
Cattedra, strada, e poi pellegrinaggi: ecco l’altra parola-chiave della vita di Giovanni da Kety: il suo viaggio più lungo e importante è quello in Terra­santa, che compie a piedi fino a dov’è possibile. E va anche a Roma, quattro volte, sempre a piedi. Ciò che spingerà la gente di Cracovia a gridarlo “santo subito” dopo la morte sono le lezio­ni d’amore che tiene a poveri e malati lungo le strade e nelle case. Giovanni morì durante la messa della Vigilia di Natale a Cracovia: il 24 dicembre del 1473. Sepolto nella chiesa di S. Anna in Cracovia, sulla sua tomba si verificarono eventi straordinari, tanto da richiamare un gran numero di pellegrini provenienti da varie parti d’Europa. Di questi miracoli esiste un catalogo redatto da Mattia di Miechow tra il 1475 e il 1519. Fu beatificato da papa Clemente X il 28 marzo 1676. Clemente XII lo dichiarò patrono di Polonia e Lituania e il 16 luglio 1767 venne canonizzato da papa Clemente XIII..A san Gio­vanni Canzio verrà dedicata una cappella nel­la chiesa di San Floriano, dove poi a me­tà del XX secolo inizierà il suo servi­zio di vicario parrocchiale il giovane sacerdote Karol Wojtyla, futuro beato Giovanni Paolo II.

Beh…non è una bella storia? Impariamo a leggere di tanto in tanto  l’agiografia!

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