Diciamo NO all’apertura di 1000 nuove sale da Gioco d’azzardo

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ITALIA – Non usa mezzi termini P. Massimo Rastrelli, presidente della Consulta nazionale antiusura e della Fondazione antiusura “San Giuseppe Moscati” di Napoli, in riferimento alla possibile imminente apertura di mille nuove sale per il gioco d’azzardo, dopo il via libera della Commissione bilancio del Senato. Francesco Rossi, per il Sir, lo ha intervistato.

Ancora una volta, anziché contrastarlo, lo Stato punta sul gioco d’azzardo…
“Queste iniziative vengono prese dallo Stato che crede così di pareggiare il bilancio, ma rovina gli uomini. Alla fine, quindi, non danno un aiuto economico, ma distruggono i lavoratori e i contribuenti. Il gioco oggi ha cominciato a infettare pure ragazzi di 12 anni… La Costituzione dice che l’Italia è fondata sul lavoro, ma pare che non sia più così”.

Prima ancora delle nuove sale ci sono i giochi d’azzardo on line, contro i quali non viene fatto nulla. Cosa ne pensa?
“La nostra Costituzione, agli articoli 30 e 31, tutela la famiglia. ‘La Repubblica – recita – agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo’. Ciononostante il nostro si è trasformato in uno Stato biscazziere. E chi controlla? Nelle scommesse on line non ci può essere alcun controllo, men che meno sull’età di colui che è di fronte allo schermo. Eppure oggi è lo Stato a incentivare al gioco più di quei canali cosiddetti illegali”.

Complice pure la crisi, il sogno di una vincita che risolva tutti i problemi economici porta sempre più persone a entrare nella spirale del gioco d’azzardo…
“La gente, oggi, va a giocare e non ha da mangiare. Ci sono giovanissimi, ma pure persone di 50-60 anni: e lo Stato continua a rovinare mariti, mogli, ragazzi, giovani e anziani”.

E la politica che fa? Il ministro Balduzzi si è detto “sconcertato” dalla decisione della Commissione al Senato.
“Di fronte a una situazione così sensibile non tengono conto dei danni che vengono provocati”.

Perché, come Consulta e Fondazione antiusura, vi sentite interpellati fortemente dalla legislazione sul gioco d’azzardo?
“Perché così viene colpita la famiglia ed è ora di darsi una regolata. Le persone, per il gioco, s’indebitano, finiscono in mano agli strozzini, si ammazzano. È un delitto rovinare gli uomini, e dobbiamo interrogarci su quanta parte abbia lo Stato in questa disperazione e in queste morti”.

Si parla di “lobby”. Ci sono interessi precisi?
“Sì, c’è l’interesse di alcuni che con il potere credono di poter fare quello che vogliono. Non è così, l’uomo dev’essere rispettato”.

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