FOTOGALLERY San Savino: veglia d’Avvento diocesana per giovanissimi e giovani

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RIPATRANSONE – Venerdì 30 novembre circa 300 ragazzi di tutte le realtà parrocchiali (Azione Cattolica, Scout, CSI, catechismo tradizionale) hanno partecipato alla veglia diocesana organizzata dall’Oratorio Diocesano in preparazione all’Avvento per giovanissimi e giovani organizzata a San Savino. La veglia si è sviluppata su un percorso a piedi  di circa 3 Km, buona parte su strade di campagna,  per arrivare alla chiesa di San Savino per il momento conclusivo con il Vescovo. Il punto di ritrovo e di partenza per il cammino è stato presso la fattoria Merli alle ore 17 circa ed è iniziato con la lettura di un articolo di D’Avenia “I libri e le rose” che ha definito lo stile del cammino attraverso queste parole riportate dal testo “Solo chi entra in contatto vero con la realtà può entrare in contatto con se stesso e conoscere quindi sé e il mondo” e questo i ragazzi lo possono realizzare se in loro si sprona la “capacità di porre domande e trovare un senso alle cose che li circondano, attraverso i cinque sensi, stimolati dalla gioia di scoprire” invece di “gettarsi sugli oggetti da consumare”. Il cammino quindi non è stato una processione ma un ritrovarsi insieme sulla strada, in ascolto della natura, immersi nel silenzio e nel buio, cercando di fare un po’ di luce con gli I-Phone, che in questo caso sono serviti a qualcosa di utile. Il primo momento della veglia chiamato “Apriamo il libro della natura” ha compreso due tappe: la prima, chiamata “La storia del grano”, si è tenuta presso l’aia di una casa di campagna dove i ragazzi sono stati accolti dai proprietari che hanno dato la propria testimonianza; durante questa tappa è stato letto un brano del vangelo, Il chicco di grano Gv 12, 24 con, a seguire, il commento di don Pierluigi. La seconda tappa chiamata “La storia dell’uva” è stata ospitata presso la Cantina Damiani, dove i ragazzi erano attesi dal Vescovo Gestori, il brano del vangelo scelto è stato La vite e i tralci Gv 15, 1-8 con il commento di don Lanfranco e la testimonianza dell’enologa Paola Cocci Grifoni. Presso la cantina i ragazzi hanno avuto la possibilità di consumare la cena con pane, olio, acqua e vino (per i maggiorenni), pasto alquanto frugale ma consumato in un clima di condivisione e allegria.  Il cammino è poi proseguito fino all’edicola della “Madonnetta”, posta all’incrocio della strada che da San Savino porta alla fattoria Merli, dove il primo momento si è concluso con la consegna, ai ragazzi, e l’accensione delle candele per simboleggiare il “Cammino della Luce”. E’ iniziato così il secondo momento della veglia: “Apriamo il libro della storia” con la consegna del Vangelo al diacono Roberto Traini che ha guidato il cammino fino alla chiesa dove ad attenderci c’era il Vescovo Gestori; davanti alla porta della chiesa Roberto Traini ci ha dato la sua testimonianza a partire dalle parole di Benedetto XVI “La “porta della fede” (cfr At 14,27) che introduce alla vita di comunione con Dio e permette l’ingresso nella sua Chiesa è sempre aperta per noi. E’ possibile oltrepassare quella soglia quando la Parola di Dio viene annunciata e il cuore si lascia plasmare dalla grazia che trasforma”. Dopo l’accoglienza del Vescovo i ragazzi sono entrati in chiesa per il momento di preghiera conclusivo della veglia per il quale è stato scelto come brano del vangelo quello delle dieci vergini  Mt 25, 1-13 a cui è seguito l’intervento del Vescovo; i ragazzi sono stati invitati a rispondere all’invito a «riscoprire il cammino della fede per mettere in luce con sempre maggiore evidenza la gioia ed il rinnovato entusiasmo dell’incontro con Cristo» (Benedetto xvi, La porta della fede, 2).  Al termine della celebrazione è stato consegnato a due rappresentanti per parrocchia il materiale per l’animazione dell’Avvento durante le celebrazioni domenicali: sussidio per animatori, lampade, manifesto… Dulcis in fundo, in senso conviviale: dopo il pane con l’olio, non poteva mancare il dessert e la parrocchia di Acquaviva ha gentilmente offerto le tipiche “peschette” per terminare la serata in “dolcezza”.

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