Festa della Virgo Fidelis

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Omelia del Vescovo Gervasio Gestori in occasione della Festa Virgo Fidelis – Parrocchia S. Pio X – 21 novembre 2012

Porgo il mio deferente saluto al Comandante e a tutti i militi ed ai loro familiari. Saluto sentitamente anche le Autorità e tutti i presenti a questo sacro rito.

1. La Madonna viene chiamata e venerata come Virgo fidelis, perché nella sua vita è stata una donna di fede ed è rimasta fedele al Signore ed alla sua missione di sposa e di madre.

Ella ha saputo custodire e difendere la vita del figlio Gesù, a Betlemme, quando il re Erode minacciava la vita fisica del bambino; a Nazaret, dove l’ha educato sapientemente con grande amore di madre alla fede ebraica ed alle virtù umane; a Gerusalemme, dove coraggiosamente si rese presente fino ai piedi della croce sul Calvario per sostenere il figlio ingiustamente condannato alla morte.

2. Ella è stata scelta come Patrona dell’Arma, perché ha avuto il coraggio della fedeltà in questa sua missione di sposa e di madre.
Ogni figlio dell’Arma, ogni milite, sottufficiale, ufficiale, come del resto anche ogni credente, deve vivere fedelmente e gioiosamente la propria missione, con onore e con giusto orgoglio, nel preciso contesto dove ti trovi o dove sei inviato, al servizio degli altri, donando sicurezza e tranquillità, per il bene comune.

3. Questo senso della fedeltà trova alta ispirazione nella fede cristiana. Questa fede nei tempi passati, largamente presente in maniera pacifica in mezzo alla gente, educava persone ricche di valori e suscitava impegni generosi, senza trovare grandi opposizioni ideologiche. Anzi, una volta erano piuttosto gli increduli che dovevano giustificare la loro incredulità, perché si viveva tutti in un contesto di fede sentita, ha detto recentemente il Papa (Catechesi del 14 novembre 2012).
Oggi siamo in una situazione profondamente diversa. Il secolo scorso ha conosciuto un forte processo di secolarismo, che ha provocato il distacco dalla fede di molte persone e ha diffuso un clima di indifferenza religiosa, una forma di ateismo pratico, per cui molti vivono come se Dio non esistesse. Questa mentalità non è stata senza pesanti conseguenze anche dal punto di vista umano e sociale.

4. Questo offuscamento della fede e del senso di Dio nella vita pratica ha oscurato “l’orizzonte etico, per lasciare spazio al relativismo e a una concezione ambigua della libertà” (Benedetto XVI).

Ecco perché oggi, forse più di ieri, si vivono stili di vita egoistici, si diffonde l’indifferenza verso i valori, si compiono gesti efferati di violenza talvolta senza rimorsi. Il senso della legalità è molto diminuito e sembra scomparso, il rispetto delle norme viene preso alla leggera e magari ridicolizzato, e quello che è peggio, tutto questo viene in qualche modo giustificato sulla base del principio della propria autonomia assoluta e di una concezione ambigua della libertà.

5. Voi, amici della Benemerita Arma, siete a stretto contatto con questi mali ogni giorno, per l’alta e civile missione che avete di tutelare la convivenza pacifica, di difendere i cittadini, di aiutare i più deboli, di porre freno agli errori, di perseguire i colpevoli ed affidarli poi alla giustizia.
Avete bisogno di mantenere saldo il timone dell’onestà personale e del bene comune, di coltivare il senso della giustizia e il rispetto delle leggi, di educare voi stessi alla legalità vivendo con orgoglio una vita chiaramente esemplare.
Certamente non è facile vivere oggi in questo modo, anche perché dovendo avvicinare tante parti deboli della società si può rimanere contagiati almeno dal pessimismo, se non coltivate una viva speranza e non vivete dentro di voi un forte senso della giustizia ed un deciso impegno per il bene.

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