Tiziano morto in Afghanistan, Un seminatore di vita

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ITALIA – “Un seminatore di vita” così l’arcivescovo ordinario militare per l’Italia, mons. Vincenzo Pelvi, definisce il caporale Tiziano Chierotti, uno dei quattro militari rimasti feriti nello scontro a fuoco a Bakwa, mentre erano in missione di “assistenza sanitaria”. Il militare, alpino 24enne, gravemente ferito all’addome, era stato trasferito dall’ospedale da campo di Farah alla struttura sanitaria di Camp Bastion per le cure del caso, ma si è spento, così si legge nel comunicato dello Stato maggiore dell’Esercito, “per il repentino aggravarsi delle condizioni cliniche nonostante i tentativi di rianimazione”. “Tiziano l’ho visto lo scorso marzo servire all’altare nel corso della messa a Torino, in preparazione alla Pasqua – ricorda mons. Pelvi – un giovane sempre disponibile, in sintonia spirituale con il suo cappellano. Un giovane generoso che paga il suo impegno per la vita del prossimo. Tiziano era un seminatore di vita, che gettava il seme della salute, dell’istruzione, del progresso. Ed era solito raccontare tutto in un diario per la sua ragazza. Un giovane generoso e disponibile. Hanno ucciso il seminatore ma il suo seme resta e porterà vita. Il suo sacrificio cade nel giorno della festa di don Carlo Gnocchi, cappellano militare degli alpini che ha scritto pagine mirabili sul dolore innocente. Io voglio vedere in questa cosa una protezione ed un accompagnamento per Tiziano”.

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