Da tribunale a Polo Culturale del territorio

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Pubblichiamo la lettera inviataci dalla Presidente del comitato di quartiere Stefania Mezzina.

Al Sindaco Giovanni Gaspari, Vice sindaco Fanini, Assessori Sestri, Sorge, Spadoni, Urbinati

Da Tribunale a Polo Culturale del territorio.

La iattura della dismissione del tribunale potrebbe trasformarsi in una risorsa; e per cultura il comitato intende l’aspetto economico produttivo e quello sociale culturale. Tutto ciò teso ad innalzare la qualità della vita del cittadino, secondo il regolamento comunale, tra gli scopi che si propone un comitato, e la realtà urbana, e a rafforzare la sua partecipazione alla cosa pubblica. Sul primo punto, è risaputo che investire sulla cultura è un sistema per uscire dal declino, lo dicono tutti gli analisti finanziari. Si sa che le imprese che pongono più valore aggiunto ai loro prodotti risentono meno della crisi.
Poi c’è l’aspetto diretto, cioè produrre cultura, non solo consumarla e questo come noto è ciò che da tempo persegue l’assessorato alla Cultura di San Benedetto.
Le ricadute dell’investimento sulla cultura e su un polo culturale sono di raccogliere e valorizzarne tutto il patrimonio culturale tradizionale e renderlo vivo nel confronto e nella sfida con i mutamenti del presente. Un polo che fa da cerniera anche tra passato e futuro delle generazioni di un determinato territorio.
Si propone di costruire uno spazio sperimentale, particolarmente aperto alle domande e alle istanze dei giovani, a cui spetta la costruzione del futuro della stessa società, e che rappresentano l’elemento più fragile di quella catena generazionale messa fortemente in crisi dai radicali cambiamenti del nostro tempo.
Nel nostro “Centro” culturale potrebbe vivere un Museo d’Arte moderna, dove confluiscono collezioni permanenti e altri importanti opere che artisti vorranno donare che andranno a costituire il patrimonio artistico della città; vi potrebbe trovare una nuova collocazione la biblioteca comunale, vista la grande affluenza di utenti che ne fanno un importante punto di riferimento, non solo per gli studenti, sarebbe l’occasione ideale per ampliarne gli spazi e valorizzare ulteriormente una realtà determinante per il territorio e vi potrebbe nascere anche una ludoteca.

Inoltre, il «Centro» potrebbe essere la sede di un piccolo teatro, in grado di offrire le migliori condizioni, per gli artisti e per il pubblico, una luogo sperimentale per concerti e proposte teatrali. Un settore fondamentale per i giovani, per dare loro un settore dove sviluppare una costante crescita creativa.
Un polo culturale, dunque, sarebbe il contenitore di eccellenza delle attività che riguardano la musica, le arti visive, sceniche, letteratura ecc, e degli atelier, dei laboratori, dove non solo si usufruisce, ma si produce cultura. Nel complesso il Polo potrebbe avere anche lo scopo di garantire la tutela, la conservazione ma anche la valorizzazione dei beni culturali che possono gravitare intorno al centro. L’intenzione è di veicolare attraverso di esso un’immagine integrata e coordinata delle attività culturali di tutto il territorio, che coinvolge attori, produttori e consumatori della cultura.

Nel complesso, il “Centro” dovrebbe essere un luogo dove i giovani e meno giovani possono passare il tempo libero in modo creativo, e non da ultimo, può nascere la speranza di richiamare l’attenzione per un turismo culturale. Un importante portale internet potrebbe essere uno degli strumenti importanti del polo culturale che consente di mettere direttamente in connessione le istituzioni, gli operatori del settore, gli artisti e il pubblico dell’arte, i critici; si possono offrire in questo modo notizie, collegamenti in streaming TV, contenuti e opportunità. Un luogo dove trovare informazioni, appuntamenti, conoscere gli artisti e i professionisti. Altri soggetti importanti che possono contribuire a rendere il Polo Culturale un vero e proprio laboratorio interdisciplinare, sono le collaborazioni con le scuole superiori e le università del territorio, e un’ampia collaborazione in rete con altre realtà storico-artistico locali nonché di attività espositive e di ricerca..

Se ben strutturato, dovrebbe avere un baso impatto gestionale, e se ci sarà l’aiuto di fondazioni bancarie si potrà pensare ancora più in grande.
Per concludere, da Tribunale a nuova “fabbrica di cultura”.

Un progetto importante, questo il Comitato di Quartiere Marina di Sotto propone alla città, al territorio e ai suoi amministratori, auspicando una risposta positiva. In questo contesto si chiede anche la realizzazione di una sede e di locali aggregativi per il comitato Marina di Sotto e per i residenti, nonché di un locale per la rimessa di attrezzature di proprietà.

Ci poniamo a disposizione di questa amministrazione, per un colloquio in merito al progetto proposto.

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