430 anni fa entrava in vigore il calendario Gregoriano

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MONDO – Scriveva Papa Leone XIII nel motu proprio “Ut mysticam” del 14 marzo 1891: “Per gettare disprezzo e odio sulla mistica Sposa di Cristo, che è vera luce, i figli delle tenebre sono soliti di calunniarla di fronte agli ignoranti e chiamarla amica dell’oscurantismo, fomentatrice d’ignoranza, nemica della scienza e del progresso, rovesciando la verità dei fatti”.

Questo monito di Papa Pecci è quantomai attuale: l’uomo medio italiano ed europeo, condizionato da non sempre imparziali informazioni ricevute in età scolare, vede la scienza e la fede in aperto contrasto e antitetiche l’una con l’altra.

Eppure sono tanti i nomi di fedeli laici, religiosi e ecclesiastici che hanno significativamente dato il loro contributo al progresso scientifico. Fra questi si può annoverare anche la figura di Papa Gregorio XIII (Boncompagni) al quale dobbiamo la riforma del calendario Giuliano.

Gregorio XIII, dopo aver ascoltato il parere di una commissione di studio da lui stesso istituita, decretò che al giorno 4 ottobre 1582 sarebbe seguito il 15 ottobre 1582, dando così la possibilità all’anno civile di eguagliare quello astronomico.

La riforma di Gregorio XIII entrò in vigore nella maggior parte dei paesi cattolici, mentre i luterani la accolsero solo nel XVIII secolo e gli ortodossi (comunque con qualche eccezione che segue ancora il calendario giuliano) a partire dal 1924.

Anche questa piccola curiosità può aiutare a smontare il mito dell’arretratezza dei cattolici!

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