Date voi stessi da mangiare

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Dal nostro settimanale Diocesano n.33

DIOCESI- L’anno catechistico è alle porte e con esso avrà inizio un nuovo cammino associativo per l’ Azione Cattolica Italiana. Come scritto nello statuto dell’Azione Cattolica:”L’impegno dell’ACI, essenzialmente religioso apostolico, comprende l’ evangelizzazione, la santificazione degli uomini, la formazione cristiana delle loro coscienze in modo che riescano ad impregnare dello spirito evangelico le varie comunità ed i vari ambienti.”(art.2)

E’ con questo spirito che la nostra associazione, fortemente presente nella nostra diocesi, si accinge ad iniziare il nuovo cammino annuale con tante novità, tanti nuove attività, tanti progetti ma soprattutto tanta voglia di guidare i ragazzi, i giovani e gli adulti che le verranno affidati.

Citando nuovamente lo statuto dell’ AC:“I laici che vi aderiscono si impegnano a una formazione personale e comunitaria che li aiuti a corrispondere alla universale vocazione alla santità e all’apostolato nella loro specifica condizione di vita”(art.3).Proprio per questo motivo , come ogni anno, i fedeli aderenti ad essa percorrono un cammino unitario di crescita il quale poi è adattato ad ogni settore per presentarlo, gustarlo e viverlo nella piena consapevolezza e coscienza.

Il vangelo unitario e guida di questo nuovo anno associativo è tratto dal Vangelo di Luca 9,10-17  con il famosissimo brano della “moltiplicazione dei pani”. Dal versetto 13 è tratto lo slogan associativo dell’anno:” Date voi stessi da mangiare”. I discepoli rispondono a Gesù :”Non abbiamo che cinque pani e due pesci”. Essi non comprendono il vero significato al quale allude Gesù: Egli non parla del dono materiale, oggettivo com’è il cibo, ma parla del dono di sé, della propria vita per arricchire il prossimo, “saziarlo”. L’Azione Cattolica quest’anno invita alla CONDIVISIONE! Nel cammino annuale del catechismo noi educatori siamo sempre abituati a dare concetti, nozioni. L’AC attraverso le parole di Gesù ci invita  consegnarci ai nostri ragazzi nella nostra esperienza di vita, nelle nostre scelte, nella nostra concretezza perché è questo che cercano i ragazzi/giovani di oggi: testimonianze di vita. Questo è il miglior modo di fare catechesi.

Dice il presidente Franco Miano nell’introduzione al testo personale:” La condivisione non è da relegare alla domenica o a quando mi sento in pace con il mondo: anche quando le cose non vanno tanto bene e non sono soddisfatto, è tempo per donare e condividere  Voi, in prima persona, preoccupatevi dei fratelli. Sentitevi partecipi della vita degli altri. Scegliete di condividere la vostra esistenza con quella dei fratelli. Non escludetevi dalla vita, per rinchiudervi sotto campane di vetro dove nessuno viene a disturbarvi, ma dove si rischia di soffocare. Date loro da mangiare: alimentate, attraverso l’amore, la loro vita. Perché questo stesso amore, che spezzate e distribuite, sarà capace di alimentare tutti, anche voi, fino alla sazietà. Il desiderio e la capacità di condividere si manifestano anche nel collaborare, nel mettere in comune esperienze, idee, prospettive, nel confrontarsi e nel dialogare, <<mangiando lo stesso pane>>”

Continuando a citare lo statuto: ” La vita associativa dell’Azione Cattolica Italiana pone al centro la persona  è rivolta alla crescita della comunità cristiana nella comunione e nella testimonianza evangelica” (art.11). In adesione a quanto sopra citato il messaggio unitario del cammino associativo annuale viene “spezzato” nei vari settori e reso comprensibile e “accessibile” ad ogni persone di ogni età.

L’Azione Cattolica Ragazzi, comunemente conosciuta come ACR, ha come slogan annuale “In cerca di autore”. Dopo aver affrontato il percorso della montagna (nel cammino dello scorso anno) dove i ragazzi hanno scoperto la bellezza dell’essere gruppo che cammina insieme con le difficoltà di ogni singolo, quest’anno i ragazzi vengono messi di fronte ad un nuovo obiettivo: condividere la propria vita. Il teatro è :” un’ambientazione che non vuole sottolineare tanto le luci della ribalta, quanto invece la possibilità dei ragazzi di METTERSI IN PRIMA PERSONA ALLA PROVA nel donarsi agli altri attraverso le loro qualità e l’impegno non solitario, ma condiviso. Sarà importante valorizzare la dimensione razionale che caratterizza una compagnia teatrale e che si viene a creare anche sul palco durante l’azione scenica. Ogni rappresentazione equivale a mettere in scena un nuovo spettacolo. Ogni volta non è mai identica a nessun altra, né per gli attori né per il pubblico. L’originalità del salire sul palcoscenico risiede nel riuscire a non dare nulla per scontato, ma essere pronti a ogni situazione senza sentirsi da soli.” (dalla Presentazione del cammino di ACR 2012/2013). Lo slogan richiama alla mente il famoso capolavoro di Pirandello “Sei personaggi in cerca di autore”. Anche nel cammino cristiano i ragazzi vengono invitati a scoprire l’Autore della loro vita, del loro Amore, della loro gioia.

L’Azione Cattolica Giovani, conosciuta come ACG, presenta il tema associativo annuale in due cammini differenti: “Bella la vita” (per i giovanissimi 15-18 anni) e “Sotto lo stesso cielo” (giovani dai 18 anni). Il cammino dei giovanissimi è racchiuso completamente nel titolo del primo modulo del testo formativo :”DONO, ERGO SUM”. “Una vita bella è una vita in cui ciascuno sa donare tutto se stesso, e non solo qualcosa di sé . Agli altri una vita libera e vera, amata e riconciliata: una vita condivisa!” (dalla presentazione del cammino ACG 2012/2013)

Il cammino dei giovani ha l’obiettivo di far nascere nei “futuri adulti” il desiderio di “mettersi in gioco, sperimentarsi,sporcarsi le mani, prendere in mano la propria vita e indirizzarla verso scelte per e con l’altro. E’ il desiderio di una vita di passione e di carità  che non ha paura di fare il primo passo per il bene comune, uscendo da noi stessi e riscoprendo la forza della CONDIVISIONE anche nell’esperienza di fede”.(dalla Presentazione del cammino ACG 2012/2013). Siamo sempre più messi in discussione dalla società di tutti i giorni nell’ambito universitario come nell’ambito lavorativo. E’ necessario riscoprire la bellezza del nostro cammino, senza aver paura del commento altrui: l’importante è essere noi stessi perché solo così possiamo lasciare un segno e un motivo di discernimento a chi ci critica.

Anche il cammino adulti segue quel che viene promosso dal cammino unitario con il testo “Pass- wor(l)d”: chi meglio di loro può condividere quanto hanno accumulato nella loro vita? Anche loro riscoprono in questo anno la bellezza di essere consapevoli di quanto hanno ricevuto e imparano a farne dono per il prossimo.

Non mi resta che concludere augurando a tutti: Buon cammino associativo!!


 

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