FOTOGALLERY Santa Messa per i ragazzi dell’Itc Capriotti a San Giacomo della Marca

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Foto scattate da Simone Incicco e Giulia Salvi

MONTEPRANDONE – I ragazzi dell’Istituto Tecnico Commerciale Capriotti mercoledì 3 ottobre verso le ore 8.30 sono partiti a piedi dalla scuola per recarsi al santuario di San Giacomo della Marca di Monteprandone per partecipare alla Messa di inizio anno scolastico.
Giunti al Santuario i ragazzi si sono diretti quasi subito in Chiesa dove l’insegnante di religione nonché parroco della Chiesa Regina Pacis, Don Pierluigi Bartolomei li ha preparati per l’inizio della Messa.

A celebrarla è stata il Vescovo Gervasio Gestori insieme a Don Mariano D’Ercoli e allo stesso Don Pierluigi.

Durante la Messa ci sono stati dei ragazzi che sono rimasti fuori per motivi di spazio e che magari chiacchieravano tra di loro, ma siamo rimasti colpiti da quanti studenti hanno vissuto realmente la celebrazione, seguendola con attenzione, partecipando ai canti e alla preghiera.
Alcuni ragazzi hanno manifestato anche l’affetto verso il Vescovo chiedendogli se potevano farsi una foto insieme a lui.

Il Vescovo Gervasio Gestori: “Dopo la passeggiata siete arrivati qui in Chiesa per pregare il Signore ed invocare San Giacomo della Marca affinché accompagni il vostro cammino durante questo anno scolastico.
Il Vangelo di oggi ci parlava che Gesù camminava e che stava salendo verso Gerusalemme e che non voleva andare da solo.
Aveva bisogno di avere dei seguaci, degli amici, compagni di viaggio, perché Gesù non amava la solitudine, amava l’amicizia, amava essere circondato da persone simpatiche, impegnate, cordiali, vere.
Quindi voleva essere accompagnato da amici sinceri e poneva delle condizioni per seguirlo.
La prima condizione è l’Amicizia, che si verifica non soltanto quando le cose vanno bene, ma anche quando vanno male, dove si può vedere se è sincera.
Seconda condizione, voleva essere circondato da persone buone e non disoneste e cattive.
L’amicizia tra persone disoneste e cattive è un’associazione a delinquere.
La terza condizione, per seguire Gesù bisognava mettere al primo posto le cose importanti e poi quelle urgenti. Gesù camminava con amici che condividevano queste regole di vita.
L’anno scolastico è un cammino di nove mesi da fare non da soli ma con amici, insegnanti, la famiglia, la parrocchia.
Un cammino da compiere con persone e amiche vere.
I miei consigli affinché possiate camminare  in maniera costruttiva, valida, bella.
1) Come indicava Gesù prima le cose importanti e poi quelle urgenti, quante volte diciamo non posso, devo fare questo e quest’altro e non ho tempo.
Invece no, metti da parti le cose urgenti. Ad esempio, se devi studiare, il gioco e le chiacchierare con gli amici possono aspettare anche se le reputi urgenti.
Perché per voi studenti la cosa più importante è studiare.

2) Seconda consiglio, vuoi essere felice? Fai il serio.
Ciò non vuol dire essere seriosi, arroganti, superbi, taciturni.
La serietà è affrontare i momenti della vita in maniera vera, se giocando gioca bene, se studiando studia bene, se in classe sta attento, se con gli amici comportati bene. La serietà è il contrario della superficialità. Vuoi essere felice? Fa il serio.

3) Terzo consiglio, fa delle tua vita non un possesso egoistico, ma un dono. L’egoista si condanna ad essere una persona infelice. Il ragazzo o la ragazza che piace soltanto a se stesso, mette davanti sempre se stesso. Le mie ansie, le mie fatiche, le mie preoccupazione, non mi capiscono, a scuola non ci riesco e spesso rimane infelice.
Dimentica te stesso, pensa agli altri e ti ricostruisci.
Gesù aveva detto “c’è più gioia nel dare che nel ricevere”.
La settimana scorsa sono stato a Lourdes con 10.000 pellegrini italiani e 343 della nostra Diocesi e c’era un gruppo numeroso di ragazzi volontari che servivano i malati, gli anziani, spingevano le carrozzine ed erano contenti. 
Fai della tua vita un dono.
Anche nei momenti di festa se volete essere contenti, che ognuno pensi agli altri e la festa riuscirà.

Concludo con una frase di don Oreste Bensi: “Non puoi stare saldo in piedi se non sai stare in ginocchio” e voleva dire: chi vuole affrontare le difficoltà della vita in maniera salda, deve pregare.
Quanta gente vive male e quanti ragazzi si sentono vuoti, se pregassero, i problemi verrebbero vissuti in maniera diversa, la preghiera è un salto di qualità.
Avete davanti nove mesi del cammino scolastico, aprite il cuore alla speranza e alla gioia perché non siamo soli, perché se siete qui ad inizio anno vuol dire che la vostra fede vi permette di camminare sotto lo sguardo del Signore, della Maddona, di San Giacomo, con gioia coraggio e serenità”.

Durante la preghiera dei fedeli i ragazzi hanno pregato:
– Per i professori e le professoresse, affinchè, nello svolgere la loro funzione educativa, ci aiutino a maturare. (Elisabetta)
– Per noi alunni, perché quest’anno, accompagnati dalla fede, possa essere vissuto e terminato al meglio. (Francesco)
– Per la Chiesa, affinchè sia sempre un bagliore di speranza e un punto di partenza per noi giovani in modo che, con la sua testimonianza, possiamo vivere la nostra vita proiettati verso gli altri. (Ilaria)
– Per il Vescovo, affinchè il Signore, spirito di consiglio e di fortezza, lo sostenga sempre.

Al temine della Messa ha espresso anche la preside Elisa Vita il suo augurio “Ringrazio gli alunni e i docenti, per essere qui, perché siamo una comunità che cammina insieme. Ringrazio infatti gli ex studenti dell’Itc che sono qui oggi, gli ex docenti e ciò dimostra che ci si continua a sentirsi parte di qualcosa che si è costruito insieme. Ringrazio il nostro Vescovo per la vicinanza che sempre ci ha dimostrato, per le parole di speranza e coraggio e per i consigli preziosi.”

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