Se non mi paghi l’obolo ti scomunico

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BERLINO – I mezzi di comunicazione, ed in particolare il mondo del web, stanno dando non poca importanza ad una notizia che proviene dalla Germania: un decreto della conferenza episcopale tedesca starebbe per espellere dalla comunità ecclesiale tutti i fedeli cattolici che non versano il corrispettivo tedesco del nostro 8 per mille in favore della Chiesa.

Ma le cose stanno davvero così? Veramente la Chiesa tedesca è così avidamente attaccata all’obolo dei suoi fedeli, al punto di espellere chi non lo versa? Come spesso accade si tratta di una notizia riportata male e che ignora la realtà tedesca.

In Germania infatti l’appartenenza ad una confessione è registrata a livello civile presso l’anagrafe e ogni cittadino, al momento della dichiarazione dei redditi, versa una parte delle tasse (molto più cospicua di quella versata da noi italiani) alla propria comunità religiosa.

Che cosa è accaduto quindi? Molti fedeli cattolici hanno deciso di non fare più parte della comunità ecclesiale e hanno comunicato tale decisione all’anagrafe. È evidente che il fedele che pubblicamente dichiara di non voler far parte della Chiesa non può più ricevere i sacramenti. Non si tratta quindi di una scomunica inflitta dalla Chiesa, ma di un’autoesclusione posta in essere proprio dal fedele che ne fa richiesta.

Il fatto che una notizia del genere faccia tanto clamore, mette in evidenza un errore tipico della cultura moderna: secondo il pensiero comune, la religione appartiene al campo spirituale e la comunità religiosa è una comunità invisibile. Inoltre secondo questa prospettiva la fede è qualcosa di assolutamente personale e non legata ad una comunità: il fedele gestisce il suo rapporto con Dio in maniera privata e diretta (in che modo visto che Dio è invisibile!?). L’occhio più sensibile alla  materia religiosa non mancherà di notare che questo modo di vedere la religione è in larga parte debitore al pensiero di Martin Lutero.

Ma questo non è il modo in cui i cattolici guardano al mondo religioso e questa occasione  ci è propizia per spiegare qual è invece l’insegnamento della Chiesa.

Secondo la visione cattolica e il costante magistero della Chiesa, il fenomeno religioso investe tanto la sfera spirituale quanto quella materiale coinvolgendo in modo integrale tutto l’uomo offrendogli l’opportunità di vivere in modo pieno la sua umanità).

Ciò che riguarda il singolo credente si estendere anche a tutta la comunità dei fedeli: la chiesa dunque è allo stesso tempo una realtà spirituale-invisibile e materiale-visibile. Il Mistero della Chiesa, che è prolungamento nel tempo e nello spazio di Cristo, non sfugge alla legge dell’incarnazione per la quale il Verbo (spirituale) si è fatto carne (materiale).

Anche la realtà sacramentale sottende  a questa logica: i sacramenti infatti, secondo la nota definizione data da Sant’Agostino, sono segni visibili della invisibile Grazia di Dio e sono inoltre, secondo l’eccellente insegnamento di San Tommaso d’Aquino, manifestazione della fede della Chiesa ( protestatio fidei).

Tornando quindi alla notizia d’apertura ci possiamo quindi domandare: come potrebbe prendere parte ad una celebrazione così intesa il fedele che pubblicamente ha dichiarato di non aderire alla fede della Chiesa?

3 thoughts on “Se non mi paghi l’obolo ti scomunico

  • 23 settembre 2012 at 21:42
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    L’ignoranza è una brutta bestia!!!!!!!

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  • 24 settembre 2012 at 16:12
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    Non avete pensato che vista la situazione economica qualche fedele non proprio convinto preferisca tenere per sè le quote che pagava alla chiesa? Soprattutto visto che la Chiesa romana è notoriamente ricca e può sopperire alle Chiese periferiche? A questo punto un divieto di partecipare ai sacramenti mi sembra scandaloso!

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    • 24 settembre 2012 at 17:30
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      Analogamente al sistema italiano, il contributo versato finirebbe comunque allo stato. Si tratta comunque di una cifra di cui il contribuente non può disporre

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