FOTOGALLERY Vivere nel servizio, una comunità in festa per Gianni

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Foto Simone Incicco

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La chiesa di S. Benedetto Martire ha accolto sabato 22 Settembre la cerimonia dell’ordinazione diaconale di Gianni Capriotti, contenendo a stento la moltitudine in festa che era presente.
Come ha ricordato il nostro Vescovo, quello del diacono è un un ruolo che richiede una vita completamente spesa nel servizio e vissuta a stretto contatto con l’Altro, il ruolo di chi costruisce relazioni.

La comunità parrocchiale di San Benedetto Martire, di cui Gianni è originario e che si prepara ora ad accoglierlo nuovamente, si è messa in gioco proprio in questo spirito, nell’organizzazione e nella realizzazione di una serata di festa che permettesse il proseguimento della gioia donata dalla celebrazione, una gioia che riempie la vita, perché quello di Gianni è un passo concreto e per la vita, sua e della comunità. Ognuno ha partecipato donando quello che poteva, il proprio tempo e le proprie energie, come i giovanissimi della parrocchia, che hanno scelto di passare un sabato sera nel servizio, e tutti coloro che hanno partecipato, preparando e donando un dolce, oppure mettendosi al lavoro per allestire l’oratorio in cui la festa si è svolta.

Luogo di incontro e comunione, l’oratorio di San Benedetto Martire, è segno di relazione, uno spazio che ha significato molto nella vita della parrocchia, dove si realizza l’incontro tra i ragazzi, ma anche con gli adulti e con i più piccoli e dove, anche attraverso l’amore umano, si incontra Dio. Quale luogo migliore per festeggiare un nuovo diacono, un uomo che riconosce nella relazione con Dio e con il Suo popolo una parte essenziale della propria vocazione?

“Come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro”, si legge sui ricordini dell’ordinazione. Davanti, l’immagine dipinta da Sieger Koder, che rappresenta Gesù e Simone di Cirene. I due sostengono insieme la croce e, uniti in un abbraccio, sembrano formare un solo corpo. Auguriamo a Gianni, entrato nell’abbraccio di Gesù con il suo sì, di riuscire a testimoniare questa stessa unione con Dio, di aiutare chiunque incontrerà sul suo cammino a desiderarla e raggiungerla e di portarla anche all’interno della comunità parrocchiale.

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