La Carità Politica

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ROMA – Si è svolta ieri sera al teatro Argentina di Roma la presentazione del volume “La Carità Politica” che raccoglie 40 commenti di altrettanti uomini politici a 4 discorsi rivolti dal Santo Padre al mondo delle istituzioni. L’evento è stato pensato e organizzato da Mons. Lorenzo Leuzzi, Vescovo ausiliare di Roma e Cappellano della Rettoria di San Gregorio Nazianzeno.

La serata è stata animata dall’orchestra Silon. Quattro docenti universitari romani hanno svolto delle riflessioni prendendo spunto dalle parole del Pontefice indirizzate ai politici.

Dopo il saluto di Mons. Leuzzi che ha ricordato come per il politico cattolico l’impegno civile sia una vera  e propria vocazione al servizio della comunità, ha preso la parola il Prof. Cesare Mirabelli, Presidente Emerito della Corte Costituzionale che ha illustrato la specificità dell’incontro voluto per riflettere sul tema della Carità politica e per dare avvio a una nuova realtà nel panorama politico e sociale italiano: il forum delle associazioni culturali di ispirazione cristiana chiamato “cultura, pace e vita”. L’incontro è stato moderato dal vice direttore del TG1 Susanna Petruni.

Il professor Andrea Velardi dell’università Roma Tre prendendo la parola e riflettendo sul Discorso del Papa ai politici milanesi ha criticato un certo modo laicista che vede nella Chiesa una monarchia assoluta. In modo brillante il docente ha argomentato che non c’è monarchia più costituzionale della Chiesa essendo essa vincolata dalla parola evangelica. Secondo il docente, i settori laicisti dovrebbero abbandonare la vecchia diatriba con la Chiesa per mettersi in “beata competizione con essa”: stato e chiesa a suo avviso dovrebbero gareggiare per difendere sempre più la dignità della persona umana e i diritti oggi sempre più compressi. Non sono mancati riferimenti a uomini di chiesa che hanno avuto responsabilità politiche prima di quelle ecclesiali come Sant’Ambrogio e San Gregorio Magno. Velardi si è rivolto ai politici presenti in sala citando le parole di Paolo VI “La politica è la più alta forma di carità” stigmatizzando i politici che, assumendo spesso un atteggiamento autoreferenziale, non si mettono in ascolto dei bisogni reali del popolo. L’intervento si è concluso con una critica al relativismo etico e giuridico modulato su una cistazione di Sant’Agostino: “Se togli il diritto allo Stato, cosa lo distingue da un covo di ladri?”

Ha preso poi la parola il Prof. Emanuele Bilotti dell’Università Europea di Roma che ha commentato il discorso del Papa pronunciato davanti ai membri del parlamento tedesco. L’intervento, di taglio prevalentemente giuridico, si è soffermato sul fondamento della sovranità dello stato. Il professore, prendendo spunto dalle parole del Pontefice, si è domandato se la sovranità sia solo un rapporto di forze fra chi detiene il potere e il popolo e se la legge sia frutto del puro arbitrio dei governanti. La cultura giuridica moderna, ha proseguito, ha voluto porre il proprio fondamento nella “volontà generale” sancendo il principio “auctoritas, non veritas fecit legem”. La soluzione alternativa a quella proposta dal positivismo è quella invece che affonda le sue radici nella legge naturale. Questa idea, di chiara matrice cristiana, ha prevalso in tutte le costituzioni emanate dopo la guerra in risposta ai totalitarismi. Negli ultimi decenni la situazione è di nuovo cambiata perché i poteri della tecnica e del mercato hanno prevalso sulla visione umanistica espressa dalle costituzioni “post belliche”. Si è voluto asserire inoltre che la ragione non è capace di cogliere il bene e, di conseguenza, di emanare leggi improntate alla giustizia: ha prevalso l’atteggiamento di Pilato che di fronte alla domanda sulla verità ha dato una risposta di stampo pragmatico, che però ha finito per condannare un innocente. Il docente ha dunque auspicato un ritorno alla fiducia nella ragione e ha ricordato come il Pontefice abbia indicato come modello ai politici tedeschi l’episodio biblico nel quale Salomone chiede a Dio il dono della saggezza, preferendolo agli onori e alle ricchezze e si è chiesto provocatoriamente se oggi i politici sarebbero in grado di domandare la stessa cosa al Signore

La professoressa Simonetta Filippi del Campus Biomedico ha spiegato al pubblico il discorso che il Papa ha tenuto davanti ai membri del parlamento inglese e che è stato ampiamente apprezzato dal premier David Cameron che, a margine del discorso del Santo Padre, ha affermato: “Benedetto XVI ha invitato il popolo britannico a sedersi e a pensare”. La professoressa, ha analizzato l’attuale contesto sociale ed economico citando il premio nobel Joseph Stigliz: “C’è un momento nella storia in cui tutti si alzano per chiedere un cambiamento”. La docente ha spiegato come per il Pontefice l’attuale crisi non sia frutto di un destino cieco, ma di scelte morali sbagliate dovute al desiderio di un profitto a tutti i costi. La crisi economica nella visione del Pontefice è dominata da decadenza e smarrimento morale. La Filippi ha poi voluto confrontare il mondo della scienza, nel quale la stessa opera, e quello economico evidenziando come il primo parte dalla realtà, si misura con la ragione e torna alla realtà. Viceversa il mondo economico riduce l’uomo a un consumatore e pretende che la realtà si pieghi alle leggi economiche. Quale spazio ha dunque la religione in questo frangente storico? Secondo la docente la religione è l’unica esperienza umana che riesce a cogliere l’uomo nella sua integrità e può quindi fornire una risposta ai problemi del presente, al contrario una riduzione del dato religioso in questo momento oscurerebbe ancora di più il confine fra bene e male.

La Filippi ha infine portato l’esempio del grande statista inglese William Willberforce che si è prodigato per abolire la schiavitù nell’impero britannico. Egli è andato contro grandi interessi economici mosso animato dal desiderio di applicare la legge naturale: solo dopo 46 anni è riuscito nel suo intento e il suo esempio richiama i politici di oggi a perseguire grandi ideali da realizzare con molta pazienza.

La serie degli interventi è stata portata a termine dalla Professoressa Maria Carmela Benvenuto che illustrando il discorso del Papa ai politici della Repubblica Ceca in occasione del ventennale della fine del comunismo ha spiegato come libertà, bontà e verità siano intimamente connesse. In particolare la verità svolge come una funzione-guida perché la libertà sia veramente autentica e produca frutti di bene

Infine sono state presentate al pubblico tutte le associazioni che hanno aderito al forum delle associazioni culturali di ispirazione cristiana: Alma Lauretana, Alfa Omega, Cattolici in movimento, Giovani per Roma, La Mia Italia, Laboratorio per la Polis, La tavola rotonda, Liberi e Forti, Partecipazione e Solidarietà ONLUS, OMNIA, Centro culturale Paolo VI, Sant’Ivo alla Sapienza, Associazione Universitaria San Filippo Neri e Centro culturale Sinderesi

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