A tu per tu con Pasqualino Piunti

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo aver intervistato il Sindaco Giovanni Gaspari (clicca sul nome per leggere l’intervista) abbiamo ascoltato il consigliere comunale nonché Vice Presidente della Provincia Pasqualino Piunti.

Come era composta la sua famiglia d’origine?
Mio padre Francesco, mia madre Nazzarena e 4 figli, due maschi e due femmine.

Cosa sognava di fare da bambino?
Da bambino i sogni erano quelli di percorrere il mito rappresentato dal padre.
Mio padre era un autotrasportatore, intendiamoci non che io volessi fare l’autotrasportatore, ma volevo proseguire nei valori dell’impegno e del culto della famiglia portati avanti dai miei genitori.
Un sogno in particolare non c’era, volevo essere una persona che fosse in grado di formare una famiglia e di formare i propri figli essendo per loro un punto di riferimento come lo erano per me mio padre e mia madre.

Come è nata la sua passione politica?
È nata per caso, mentre sfogliavo il Corriere della Sera, lessi un articolo di una giornalista scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti, in cui secondo me generalizzava l’universo maschile rispetto a quello femminile.
Ritenni di obbiettare qualcosa e scrissi privatamente alla giornalista.
Lei riprese il mio elaborato e lo pubblico sul Corriere della Sera.
Ci sentimmo poi telefonicamente e in quell’occasione mi domandò se ero in politica e mi suggerì di entrarci.
Il mio punto di riferimento era stato sempre il centro destra, da prima la Democrazia Cristiana e poi Alleanza Nazionale. Nel 1997 mi candidai e da li è iniziato più concretamente il mio impegno politico.

Cosa pensa del ritorno in campo di Silvio Berlusconi?
Adesso si affermano tante cose, però non mi sono mai posto questo problema, perché ho sempre guardato la politica in ottica locale, per me quindi non c’è grande interesse se sia Alfano o Berlusconi.
Sicuramente il centro destra ha bisogna di rinnovarsi nelle proposte e di essere più vicino ai cittadini.
Per riavvicinare le persone alle politiche c’è bisogno di un attenzione particolare per chi sta sul fronte.
Berlusconi si o Berlusconi no, non mi entusiasma.

Quali sono le critiche che muovete all’amministrazione del Sindaco Gaspari?
Nella precedente amministrazione erano riferite al fatto che il programma elettorale fosse disatteso e adesso mi sembra che la strada sia la stessa.
Il Sindaco fa grande uso dei social network laddove bastano le parole per lanciare un messaggio, ma come attività amministrativa siamo all’anno 0.
Due esempi, il piano regolatore e il lungomare nord.
Ad oggi non si vede nessuna soluzione, solo grandi annunci.

Come mai allora ha vinto di nuovo Gaspari?
Perché il centro destra non è stato capace di far capire la sua proposta alla città. 

L’impegno del Pdl locale come procede?
Ci stiamo rimuovendo adesso, perché c’è stato una forma di sbandamento dopo la sconfitta. Siamo rientrati nelle commissioni dopo che ne eravamo usciti per protesta perché non ci avevano concesso la presidenza della commissione Urbanistica che di solito viene data all’opposizione.

Qualcosa che ha fatto bene l’amministrazione Gaspari?
Al momento non ricordo sinceramente.

Il rapporto interno al partito, soprattutto con il Punto Pdl che critica i doppi incarichi come procede?
Una persona che si candida e prende i voti se viene eletto non può andare via. Se invece parliamo di incarichi che vengono dall’alto del partito il discorso cambia.
Ad esempio io sono stato il più eletto a livello provinciale e il più eletto a livello comunale, quindi non posso tradire la fiducia datami dagli elettori.

Quali sono i risultati che avete ottenuto in provincia?
Abbiamo diminuito il debito della provincia passandolo da 80,1 milioni nel 2010 71,1 nel 2011.
Abbiamo ottimizzato i servizi.
Personalmente posso dire di essere molto soddisfatto del centro anti violenza che sono riuscito a far aprire a San Benedetto del Tronto, dove purtroppo sono stati diversi i casi di abusi segnalati.

Cosa pensa della decisione del governo sulle provincie?
Nessuno di noi ha intenzione di salvaguardare la sua poltrona ma riteniamo che con questa operazione si sia dato in pasto ai cittadini “l’agnello sacrificale” delle province che non risolveranno un bel nulla nel bilancio dello stato.
Altri sono i costi a partire dalle miriadi di partecipate e per finire con le regioni dove – li si – ci sono indennità importanti per gli amministratori.
Quelli dei comuni e delle province (gli amministratori) sono l’avamposto delle necessità dei cittadini

Sui finanziamenti europei ai tre Assessori cosa ne pensa?
Se una persona è amministratore e imprenditore, non capisco per quale motivo la sua impresa debba essere fuori da delle opportunità.
In un contesto trasparente, le possibilità devono essere per tutti compreso per gli amministratori.

Cosa pensa della situazione dell’Area Vasta?
Spero che si risolva al più presto, perché se non siamo d’accordo noi come Area Vasta si rischia di fare la fine dei Manzoniani Capponi che mentre si beccavano stavano andando al macello.
Se non ci accorgiamo di questo vuol dire che c’è una lotta di potere che rende ciechi e che sta portando devastazione.
Ci deve essere una voce unica così da avere più forza.

Secondo lei invece il discorso della Gas Plus come andrà avanti?
Spero che non si realizzi, perché quando c’è un territorio che non vuole il deposito del Gas non si può andare contro la volontà dei cittadini.
In consiglio provinciale abbiamo portato una mozione che prende le distanze dalla realizzazione dell’impianto.

Come procede l’associazione Rompibolle di cui fa parte?
Molto bene, ultimamente abbiamo organizzato un concerto di beneficienza presso la palazzina azzurra, abbiamo invitato l’amministrazione della provincia di Ferrara ed è venuto il Presidente del Consiglio della Provincia.
Lo spettacolo è andato benissimo e l’incasso è stato completamente versato sul conto corrente dell’ente di Ferrara.

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