Montelparo, l’artista Giovanni Beato premiato con il Petrocchini d’Oro

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MONTELPARO – L’anno petrocchiniano montelparese prosegue, e domenica 22 luglio è stato consegnato il “Petrocchini d’Oro”; il premio  che il Comune ha deciso di assegnare al cittadino che con la propria attività professionale e intellettuale, abbia contribuito a diffondere la conoscenza del paese in ambito nazionale. Il nome dell’onorificenza è un omaggio al montelparese Cardinale Gregorio Petrocchini, a cui -come più volte ricordato da L’Ancora in questi mesi- Montelparo ha deciso di dedicare il 2012 in occasione del quadricentenario della sua morte.
L’occasione è stata la tradizionale festa di San Paolino Martire, tenutasi da venerdì 20 luglio a domenica 22.
È proprio nell’ultimo giorno di festeggiamenti che nella chiesa di Sant’Agostino è stato premiato Giovanni Beato, docente all’Accademia di Belle Arti di Macerata nonché allievo di Pericle Fazzini, uno tra i maggiori esponenti della scultura a livello internazionale, con cui ha collaborato alla realizzazione del complesso de “La Resurrezione”, sito nell’aula Paolo VI della Città del Vaticano.

Premiato per « le sue qualità di uomo e di artista, per essere conosciuto in ambito nazionale ed internazionale, per il forte legame con la sua terra natia e la sua incondizionata disponibilità e versatilità», Giovanni Beato ha esposto le sue creazioni scultoree e pittoriche non solo in Italia, ma anche in Austria, Polonia, Giappone e Stati Uniti.
Valeriano Trubbiani, celebre scultore, dice di lui: «Il ferro ed i metalli hanno trovato un nuovo forgiatore/strapazzatore fresco, autentico, onesto», mentre l’antropologo Aldo Musacchio «Lo splendore dell’atto creativo di Giovanni sta nella sua semplicità nel fatto di riuscire a dare un senso ad una cosa che prima era, per gli altri ma anche per se medesima una non-cosa». 

Il nome di Giovanni Beato è stato scelto da una giuria composta dal sindaco Marino Screpanti, un esperto di storia locale (prof. Pietro Cocci) e due cittadini montelparesi, Matteo Lupi e Maria Teresa Pacioni, aventi rispettivamente uno meno e l’altro più di 40 anni.

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