La vera “storia” della Sacra di Grottammare

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Sul prossimo numero del settimanale L’Ancora che uscirà nelle parrocchie giovedì 28 giugno troverete un’intera pagina dedicata alla Sacra Giubilare. Tra gli articoli ci sarà anche la presentazione del quadro realizzato dagli artisti di Grottammare.

GROTTAMMARE – Non è scientificamente dimostrato che sia avvenuto realmente lo sbarco di papa Alessandro III a Grottammare. La tradizione parla di 1175 o 1177, ma non si sono trovati documenti che suffraghino questa tesi. In effetti nel 1177 Alessandro III  veleggiava in Adriatico per incontrare Federico Barbarossa a Venezia, ma non vi è prova documentaria dello sbarco, fortunoso, avvenuto a Grottammare, presso il monastero di S.Martino al Tesino. Dalle caratteristiche “quindicinali” della festa della Sacra si può evincere invece la discendenza da antiche festività di matrice pagana, connesse al solstizio d’estate, che rimandano al culto della dea madre o “bona dea” italica, chiamata nel linguaggio piceno “Cupra” ( traduzione: signora delle grotte”). La memoria degli anziani perpetua la presenza di una “regina” a Grottammare che aveva una carrozza d’oro, il che rimanda iconograficamente al carro dorato  della turrita “ incoronata” Cibele o bona dea, che presiedeva al calendario agricolo ed era connessa al ciclo stagionale e alla fertilità. Quanto al 1 luglio, esso cade esattamente in mezzo all’”Ottava” di S.Giovanni Battista e alla festa patronale di S.Paterniano ( 10 luglio), cristianizzazione forse del “Pater Janus”, come scriveva Giuseppe Speranza nel 1889. Ad ogni buon conto è chiaro che la connessione delle origini della Sacra ci riporta molto indietro nel tempo alla prima evangelizzazione di Grottammare, sicuramente ad opera di monaci benedettini, già insediati ( come attestano i ruderi antistanti la chiesa di S.Martino) dal V-VI secolo d. C. in situ. Un’altra ipotesi è quella dello sbarco fortunoso dell’imperatore Adriano, che lasciò a S.Martino a Grottammare una epigrafe datata 127 d.C. in cui attesta l’avvenuto  restauro del tempio della dea Cupra. Il titolo “pontifex” ( pontefice) era in antichità attribuito agli imperatori.  Il vescovo Bacher ,di cultura illuminista, accorgendosi della mancanza di documenti ufficiali della Sacra, ma nel contempo rispettoso della fortissima tradizione locale, si adoperò ad ottenere una bolla vaticana che confermasse l’indulgenza plenaria, poi confermata nel 1973 dal Vescovo chiaretti. Per queste due bolle, oggi la Sacra di Grottammare è veramente occasione giubilare di remissione dei peccati, secondo le regole di Santa Romana Chiesa. Il resto, è racconto di fondazione, un filo conduttore della storia che ha attraversato i secoli, prima ancora della venuta salvifica e luminosa di Cristo.

Susanna Faviani

Giornalista pubblicista dal '98 , ha scritto sul Corriere Adriatico per 10 anni, su l'Osservatore Romano , organo di stampa della Santa Sede per 5 anni e dal 2008 ad oggi scrive su L'Avvenire, quotidiano della CEI. E' Docente di Arte nella scuola secondaria di primo grado di Grottammare.

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