Si alza il sipario a Cupra con il Teatro d’estate, protagonisti i Liberi Teatranti

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CUPRA MARITTIMA- Si accendono le luci sulla scena teatrale cuprense. Prenderà il via sabato 23 giugno alle ore 21.45 la terza edizione di Cupra Teatro d’estate. Lo storico stabilimento balneare La Sirenella, con la sua terrazza affacciata sul mare, sarà la location di questa rassegna teatrale di respiro nazionale. Per rompere il ghiaccio dell’edizione 2012 è stata chiamata, fuori concorso, la compagnia locale dei Liberi Teatranti. Un modo per rendere omaggio a Severino Trionfante, scomparso di recente, che ha portato il nome di Cupra Marittima sui palchi di tutta Italia.

Gli attori locali andranno in scena con Tre pecore viziose, commedia in tre atti firmata Eduardo Scarpetta. Prosegue, quindi, la tradizione del filone napoletano che tanti successi ha fatto ottenere ai Liberi teatranti sia in ambito locale che nazionale. Storici i trionfi ottenuti fin dal 1988 con gli allestimenti delle opere di Eduardo De Filippo: dalla prima Il figlio di Pulcinella, passando per Questi fantasmi, Natale in casa Cupiello, De Pretore Vincenzo fino al capolavoro Filumena Marturano, senza dimenticare Francesca da Rimini tragedia a vapore, una farsa di Antonio Petito, ennesima conferma che li ha portati a recitare fino in Svizzera.

Ora si è deciso di tornare alle origini con l’allestimento della commedia scritta nel 1881 dal famoso Eduardo Scarpetta che trae origini da una pochade francese (Les procés Veauradieux di Hennequin e Delacour), genere teatrale che lo scrittore aveva sempre molto amato e dal quale attinse a piene mani, scrivendo, riscrivendo e reinventando tutta una serie di divertentissime commedie trasferendone poi luoghi e personaggi nella sua Napoli. In questo spettacolo, dalla comicità a tratti irresistibile, si ride alla vecchia maniera.

Trama. “Le tre pecore viziose” sono Felice, Camillo e Fortunato, che se la spassano con giovanissime donne, alle quali lasciano credere di essere scapoli (Fortunato e Felice) e di avere la  serissima  intenzione di sposarle. I primi due sono avanti negli anni e vengono coinvolti in un rapporto nel quale il sentimento ci sta come cavolo a merenda, l’altro, il terzo, Felice, ancora giovane, suscita un sentimento più reattivo e attento, insomma meno epidermico e pragmatico. La trama parte vivace e stretta intorno a una fetta di morale  quotidiana e cresce in ampiezza via via che si manifestano i personaggi, ma si fa più intensa ed esplosiva nel secondo atto nel corso dell’incontro delle “tre pecore” con le ragazze. Il punto massimo si tocca nella terz’ultima scena del terzo atto, per risolversi poi in un calo eccessivamente sbrigativo nell’ultima scena della commedia. 

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