Il Papa andrà in Emilia per essere ancora più vicino ai terremotati

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Dal Sir a cura di ”Notizie” (Carpi)

EMILIA ROMAGNA – A un mese dal primo sisma, l’annuncio ufficiale della visita del Santo Padre alla diocesi di Carpi, sfregiata più di ogni altra dai terremoti del 20 e del 29 maggio.
Benedetto XVI sarà tra noi martedì 26 giugno: due ore che valgono tanto; dimostrano la vicinanza di Sua Santità alla nostra Chiesa ferita – tre chiese agibili su 50 – e colpita più di ogni altra con la morte di don Ivan Martini. Per questo il Papa ha scelto di recarsi a Rovereto, la parrocchia dove è morto il sacerdote, e rendendogli omaggio, lo estende a tutte le altre vittime del sisma.
I mass media non hanno reso il dramma che sta vivendo questa Chiesa e la popolazione – osserva mons. Francesco Cavina, vescovo di Carpi, presentando l’evento -; la visita del Santo Padre è un gesto d’affetto particolare”.
“La visita – prosegue il Vescovo – vuole essere il gesto affettuoso di un Padre nei confronti dei figli che soffrono e sono nel dolore; inoltre vuole riportare il dramma del terremoto all’attenzione dell’opinione pubblica. Sono certo che il Papa voglia anche lanciare un messaggio di speranza e se non potrà visitare e rincuorare tutti, sarà senza dubbio capace di donare a ciascuno la sua serenità, pur in mezzo ai travagli che stiamo vivendo.
Il Santo Padre, anche con questo gesto d’affetto nei nostri confronti, continua a dimostrare l’attenzione verso il prossimo, verso gli altri. La esprime con una delicatezza che va al di là di una paternità puramente umana. Il Papa non può visitare tutte le zone terremotate, ma il suo desiderio è essere presente là dove c’è un uomo, una donna, un bambino, un vecchio che soffre”.
La sua visita porterà pace ai nostri cuori tribolati.
Mons. Cavina ammette “di aspettarsi che il Papa preghi per questo povero vescovo e che non si dimentichi di ricordare, ogni tanto, ciò che sta accadendo nella nostra terra. Il peggio deve ancora venire e verrà quando non si parlerà più di noi. Lui sarà in grado di richiamare questa attenzione”.
Il vescovo si sofferma anche sul mondo imprenditoriale auspicando che “chi è nel mondo dell’economia non lascia sola questa popolazione” e rivolgendosi alle istituzioni della Regione puntualizza che dovranno essere in grado di offrire “servizi veri, efficienti. Mi riferisco, in particolare, all’ospedale di Carpi che deve garantire funzionalità e professionalità in tutte le direzioni. Nulla deve andare perduto, anzi deve esserci un potenziamento. Carpi vive su due polmoni, la cattedrale e l’ospedale. Ho dato volentieri in uso la cappella proprio per favorire la ripresa dell’attività di cura e di assistenza”. Un segno tangibile di una Chiesa al fianco dei più fragili.
Inutile cercare di spiegare il perché di una tragedia come quella che stiamo vivendo, questo, probabilmente, lo capiremo solo nel tempo, ma dinanzi al mistero degli eventi, alla forza della natura, a questo sconquasso della terra che ha scosso dall’interno il nostro animo, possiamo solo inginocchiarci davanti all’Assoluto e prendere atto della nostra piccolezza. La forza del sisma ha minato la materia, ma non certo il carattere e, per chi ce l’ha, la fede. Il Santo Padre viene tra di noi per dirci che non siamo soli. E lo fa, lui anziano, in un inizio d’estate torrido, con un gesto, non limitandosi alle parole. La sua serenità saprà darci nuova energia; tanti cuori lacerati come e più degli edifici sapranno trovare nella visita del Santo Padre un punto, solido, da cui ripartire. “La visita del Pontefice ridarà un senso di speranza. Abbiamo bisogno di ritrovarla”, conclude il vescovo, augurandosi che “la visita di Sua Santità sia il più semplice e meno formale possibile”, ben sapendo che è con la naturalezza che si entra in contatto profondo con la gente. Almeno con la gente di questo lembo d’Emilia.

Il programma della visita
Martedì 26 giugno alle 10.15 il Santo Padre arriverà in elicottero nel campo sportivo di San Marino di Carpi; sarà accolto dal Prefetto Franco Gabrielli, capo del dipartimento della Protezione Civile e, con il pulmino della Protezione Civile si recherà a Rovereto di Novi, passando all’interno della “zona rossa” e davanti alla chiesa di Santa Caterina di Alessandria, dove durante il sisma dello scorso 29 maggio ha perso la vita il parroco don Ivan Martini. Alle 10.50 arriverà presso l’area degli impianti sportivi dove saranno presenti autorità civili, vescovi, parroci, rappresentanti delle realtà imprenditoriali, fedeli. Qui porterà il suo saluto al Santo Padre Vasco Errani, presidente della regione Emilia-Romagna; a seguire, il discorso di Benedetto XVI, al termine del quale il Papa saluterà i rappresentanti delle diverse realtà presenti. Alle 11.50 è previsto il trasferimento in auto al campo sportivo di San Marino di Carpi da dove Benedetto XVI partirà in elicottero per ritornare in Vaticano

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