La Provincia grazie ad On the Road accoglie i rifugiati

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PROVINCIA DI ASCOLI PICENO – Mercoledì 20 giugno si celebra l’11° edizione della Giornata Mondiale del Rifugiato, dedicata a quanti a causa di guerre, repressioni di regimi dittatoriali o scontri tribali devono abbandonare i loro Paesi per la loro incolumità. Il loro numero è in fortissimo aumento, nel 2011 erano infatti ben 800 mila i rifugiati secondo le stime dell’UNHCR, l’organizzazione dell’Onu che si occupa di tale emergenza.

La Provinciadi Ascoli Piceno si unisce con convinzione a questa giornata di sensibilizzazione ricordando che nel Piceno, nel territorio nel comune di Ripatransone, l’Ente ha la titolarità della “Casa del Sole struttura gestita dall’associazione On the Road Onlus che ospita 15 donne rifugiate con figli minori.
La struttura offre un servizio consistente nell’accoglienza residenziale in due appartamenti (uno dedicato a donne vittime di violenza o tortura; l’altro a donne con figli a carico), nonché un’attività di supporto psico – socio – sanitario e di tutela anche legale, in attività di integrazione, con la finalità di offrire percorsi individualizzati di supporto e accompagnamento all’inclusione sociale e all’autonomia lavorativa e abitativa.
Non ci si limita quindi, a fornire vitto e alloggio alle donne ospitate e ai loro figli, ma si intende creare le condizioni per una piena autonomia dei soggetti presi in carico, includendo in ciò anche la possibilità di disporre di un alloggio e di avere un’occupazione.

“Sono complessivamente 90 le donne e i loro figli minori che dal giugno 2006 ad oggi hanno soggiornato presso questa struttura – dichiara l’Assessore alle Politiche Sociali Pasqualino Piunti – è importante che esistano queste forme di accoglienza ed integrazione mirate e che la collettività rifletta sui problemi del mondo e sulle tematiche della solidarietà e della fraternità”

La più anziana delle donne accolte è nata nel 1956, mentre l’ospite più giovane compirà un anno il prossimo 28 novembre. Le beneficiarie provenivano da ben 23 diversi nazioni del mondo, tutte aventi problemi estremi in termini di violenza, repressione e persecuzione politica: tanto è vero che, oltre la metà delle donne accolte, nel loro Paese avevano subito violenza fisica o tortura.

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