Ammortizzatori sociali: 20 milioni alle Marche. Firmata l’intesa con il ministro Fornero

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L’assessore regionale al Lavoro, Marco Luchetti, ha firmato oggi l’intesa, a Roma, con il ministro del Lavoro, Elsa Fornero. L’importo verrà integrato, dalla Regione, con le risorse del Fondo sociale europeo (Por 2007-2013).

“Un provvedimento importante e atteso, che consente di alleggerire gli effetti della crisi che sta coinvolgendo numerose imprese e i lavoratori non tutelati con gli strumenti ordinari – commenta Luchetti – In questa fase è necessario garantire sostegno al reddito, per consentire l’avvio di politiche attive, finanziate dal Fse, che possa alleggerire la situazione e delineare prospettive di ripresa. Insieme al Governo abbiamo sottoscritto un accordo per l’utilizzo delle risorse in deroga che verranno impegnate localmente, sulla base delle esigenze rappresentate dalle forze sociali del territorio e delle pressanti necessità che si potranno prospettare nei prossimi mesi. In materia di cassa integrazione in deroga siamo anche impegnati, con l’Ente bilaterale dell’artigiano, per sostenere il maggior numero di lavoratori in difficoltà”.

Gli ammortizzatori sociali in deroga (cassa integrazione e mobilità in deroga) vengono concessi attraverso accordi regionali, successivamente recepiti in sede governativa, tra Regione, organizzazioni datoriali e organizzazioni sindacali dei lavoratori. Servono a sostenere lavoratori licenziati o sospesi, privi di qualsiasi tipologia di trattamento ordinario di sostegno al reddito per sospensione o cessazione del rapporto di lavoro.

Gli accordi determinano i beneficiari dei trattamenti e prevedono limiti e vincoli relativi alla concessione dei trattamenti. Le risorse oggi assegnate saranno destinate prevalentemente per sostenere il reddito di lavoratori di aziende in crisi che non possono – a causa della tipologia di azienda cui appartengono –  accedere ad alcuna forma di  ammortizzatore sociale. In sostanza  potranno beneficiarne tutti i lavoratori del comparto artigiano, aziende commerciali fino a 50 dipendenti, associazioni e aziende di servizi, studi professionali. Praticamente  qualsiasi tipo di azienda privata, anche di piccolissima dimensione, che si trova  in una situazione  diffusa di crisi per carenza di commesse, difficoltà al credito, calo generale dei consumi e altre motivazioni legate alla difficile situazione  che il tessuto produttivo marchigiano sta attraversando.

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